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Anteprima preparata da Federico Vitiello per NewVisibility. Non è il sito ufficiale di MisuraEmme.Anteprima preparata da Federico Vitiello per NewVisibility. Non è il sito ufficiale di MisuraEmme.

Come è fatta

Per NewVisibility

Ho rifatto la home di MisuraEmme. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.

A parole siamo bravi tutti, io per primo: per questo, invece di raccontarti come lavoro, ho rifatto una pagina che conosci bene. MisuraEmme non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattata.

Il sito che firmate in fondo alla pagina, «NewVisibility design», è del 2017, l’anno del suo Special Kudos ai CSS Design Awards, e in nove anni non ha perso un pezzo: il nero e il bianco a fasce, il Bodoni spaziato dei titoli, le grandi immagini degli ambienti, l’assonometria di Palo Alto, il film delle lavorazioni, la fabbrica. E vive: il flagship e il suo film del 2026, le notizie di quest’anno, tre lingue, il Moodboard Creator e l’area riservata. Il vostro design prende premi da allora, ogni anno dal 2023, e non sono qui per discuterlo: nella home rifatta la veste è la vostra.

Quello che non regge, dal telefono, è il peso. Per Lighthouse la home scarica più di 23 megabyte, perché i due film partono all’apertura (12,3 MB il flagship, 6,2 MB le lavorazioni) e le foto di Instagram passano dal vostro server; alla prima visita il banner dei cookie copre tutta la schermata; e la home non ha un titolo principale, un h1. La stessa bellezza può pesare venti megabyte in meno: è tutto qui.

Il prima e il dopo, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono, alla prima visita: il banner dei cookie copre tutta la pagina
Oggi, alla prima visita
La prima schermata della home rifatta sul telefono: la facciata del flagship al tramonto e il titolo
L’anteprima

Con Lighthouse, il motore di PageSpeed (dal telefono)

Lo strumento di Google che lavora anche dentro PageSpeed Insights, col profilo del telefono: lo rifai in un minuto, con qualche punto di scarto perché cambia la macchina. La rete e il processore lenti li ricava con un calcolo; il peso lo conta fino a quando la rete si calma, video compresi. Due passaggi: del sito di oggi tengo il migliore, dell’anteprima il peggiore.

Il voto delle prestazioni
96 su 100invece di 53
La foto d’apertura (LCP)
2,4 sinvece di 9,1 s
Il peso che Lighthouse conta
260 KBinvece di 23,7 MB

Con Chrome, in una rete rallentata davvero

Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso è quello del primo caricamento, fino a due secondi e mezzo dopo che la pagina è pronta, senza i video che partono dopo.

La foto d’apertura (LCP), in 4G
0,60 sinvece di 1,25 s
La stessa, in una rete lenta
1,8 sinvece di 9,5 s
Il peso al primo caricamento
270 KBinvece di 3,3 MB
Le richieste ad altri siti
0invece di 10

I due momenti pesano a parte, e arrivano solo dopo il primo gesto di chi guarda: il film delle lavorazioni 601 KB al telefono e 1,8 MB al computer (oggi il suo video pesa 6,2 MB e parte da solo); la cabina non scarica niente, usa l’immagine che è già nella pagina. Il film del flagship, quando entra in vista: 1,4 MB al telefono e 2,6 MB al computer, invece di 12,3 MB all’apertura.

Misurato il 25/10/2026 dalla stessa macchina e con gli stessi due strumenti: il sito di oggi su www.misuraemme.it, l’anteprima già pubblicata. I numeri di Lighthouse li rifai in un minuto su PageSpeed Insights, con qualche punto di scarto; quelli di Chrome, a occhio, dal tuo telefono.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. 01

    La vostra veste

    Il nero e il bianco a fasce, i titoli in maiuscolo spaziato, le etichette strette, le grandi immagini degli ambienti: è il vostro sistema e l’ho tenuto. I colori vengono dal vostro foglio di stile, la curva dei movimenti anche. Per titoli ed etichette ho preso i caratteri liberi più vicini ai vostri (Libre Bodoni per il Bodoni Seventy-Two, Archivo stretto per l’Helvetica Neue Condensed); il testo, che oggi è in Lato da Google Fonts, è in Archivo a larghezza piena. Due file in tutto, serviti dal sito stesso.

  2. 02

    Il film delle lavorazioni, da guidare col dito

    Oggi il film delle fasi di lavorazione parte da solo in fondo alla home e pesa da solo più di sei megabyte. Qui sta subito sotto l’apertura e avanza solo se chi guarda scorre: dai campioni sul tavolo al divano finito e al telaio dell’armadio montato, sette fasi, ognuna con un fatto delle vostre pagine (il certificato Aquaver numero 0001, i 35.000 mq di Mariano Comense, il Centro Ricerca e Sviluppo). È il principio con cui lavoro, feel, don’t tell: «su misura, dal 1902» si vede fare invece di leggerlo.

  3. 03

    La cabina in cui si entra

    Palo Alto è il prodotto che la home vende. Il render della cabina Free con le ante aperte, scorrendo, si attraversa: le ante e i mobili vengono incontro, la parete in fondo resta lontana. È la stessa immagine del sito, divisa in due piani lungo i profili scuri, con poche righe di WebGL e nessuna libreria 3D: nessuna immagine nuova.

  4. 04

    Il flagship, in testo

    Indirizzo e orari del flagship oggi sono scritti dentro la foto dell’apertura: Google e chi legge lo schermo non li vedono. Qui sono testo, nella pagina e nei dati strutturati del negozio, con gli orari; «Rete vendita» è sempre nella testata. Il vostro film del flagship c’è ancora, ricompresso, e parte solo quando entra in vista.

  5. 05

    Google e la condivisione

    Oggi la home non ha un h1, e i metadati per la condivisione, quelli che WhatsApp e LinkedIn leggono, dicono «Rivenditore MisuraEmme», puntano alla pagina dei rivenditori e hanno un’icona generica e la descrizione vuota. Qui c’è un solo h1, con «su misura», che oggi manca anche nel titolo della pagina; una descrizione coi luoghi veri (Mariano Comense, la Brianza, Milano), l’anteprima del link con la facciata del flagship, e un indirizzo che non c’è risponde 404 con una pagina che aiuta, invece di rimandare alla home.

  6. 06

    La velocità, e il banner che non serve

    Nessuna richiesta ad altri siti: niente Tag Manager, niente Analytics, niente Google Fonts, niente immagini di Instagram (oggi 4,5 MB passano dal vostro server). Le foto sono in AVIF, nella misura di ogni schermo. E senza misure di terze parti la pagina non ha bisogno del banner dei cookie, che oggi, dal telefono, copre l’intera prima schermata: se servono le statistiche, si fanno di prima parte e in forma aggregata, senza banner.

Due cose, intanto, si sistemano già domattina anche sul sito di oggi, senza aspettare il resto: i due film della home con preload="none" e la loro copertina, fatti partire quando entrano in vista (sono diciotto megabyte in meno all’apertura della pagina); e i metadati della home per la condivisione, che oggi prendono il titolo e l’indirizzo della pagina dei rivenditori.

Quanto tempo, e con che cosa

Domenica 25 ottobre: il lavoro è partito alle 11:50, la pagina era pubblicata alle 13:19, e poi è venuto il collaudo, con le sue correzioni. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che lavora con Linus, il metodo con cui lavoro: prima ha studiato e misurato il sito di oggi, poi ha scritto l’analisi e il progetto, poi le prove. Un secondo agente, che fa da regia per me, ha giudicato le prove sugli scatti prima che la pagina si vestisse; un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte. Le ore sono degli agenti: il mio lavoro sta nel metodo che seguono. Il lavoro ha coperto la home, in italiano: il resto è nell’elenco qui sotto.

Next.js, pubblicata su Vercel. In questa anteprima i testi sono scritti nel codice; un sito vero li prende dal gestore dei contenuti, e voi ne avete già uno vostro. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa appartiene soltanto a MisuraEmme.

Che cosa puoi portare a MisuraEmme

  • La home e le pagine delle collezioni rifatte così, nelle tre lingue che hanno già.
  • I film e le foto che girate per loro usati come esperienze, leggeri e guidati da chi guarda, anche nelle schede dei prodotti.
  • Il flagship e i monobrand di New York e Londra con una pagina ciascuno, con indirizzo e orari in testo e nei dati strutturati.
  • Le parole con cui li cercano su Google, cabine armadio e sistemi su misura, una pagina per sistema e per lingua.
  • Le visite e le richieste ai rivenditori misurate di prima parte e in forma aggregata, senza banner e senza Tag Manager.

Se vuoi vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con le agenzie, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali. Organizza Alleniamo Imprese, la scuola ci ospita.

Il programma del pomeriggio (si apre in un’altra scheda)

Federico Vitiello

Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese